martedì 11 agosto 2015
Le difficoltà del pensiero positivo
A volte pensare positivo non è facile. I perché sono sempre tanti e, anzi, più entriamo nella spirale della difficoltà del pensare positivo più riusciamo a trovare motivi per non pensare positivo.
Il primo ostacolo in genere sono gli amici e i parenti che abbiamo sempre intorno. Per loro non è concepibile che si possa pensare positivo e trovare da ogni evento che sembra negativo un insegnamento che ci permetta di ripartire da lì. La maggior parte della gente che si trova di fronte ad un ostacolo si ferma e inizia a pensare al perché quell'ostacolo si è messo sul loro cammino. Restano ore e ora, a volte giorni, nel peggiore dei casi anche mesi, sullo stesso pensiero. SI chiedono perché, per quale motivo, come mai.
Il secondo ostacolo siamo noi. Magari al primo evento negativo riusciamo a reagire con una spinta di reni, e a passare subito oltre. Ma quando si infilano, in sequenza, una serie di eventi più o meno negativi, riuscire a non farsi trascinare diventa difficile. Le nostre certezze vacillano e ci troviamo a pensare che forse stiamo sbagliando qualcosa.
E lì stiamo sbagliando. Perché pensare positivo non deve essere una cosa "una tantum" ma un modo di vivere. Si dice sempre che "dopo la tempesta esce sempre il sole" o anche che "non può piovere per sempre". Sembrano frasi di circostanza, ma non lo sono. E' vero. Pensateci. Anche dopo un periodo lunghissimo di pioggia, alla fine torna il sole e ci si dimentica dei giorni con la pioggia passati. Stessa cosa al contrario. Quando abbiamo lunghi periodi di caldo soffocante, basta una giornata di pioggia per cancellare il ricordo di quel caldo.
Dobbiamo sforzarci di non farci traviare. Il pensiero positivo non consiste nel non vedere un evento negativo, ma nel trarre da esso quanti più insegnamenti possiamo trarne.
In un prossimo articolo vi darò qualche esempio di esercizio per poter trasformare un momento negativo in un momento di crescita.
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