Tra i segreti c'è anche quello di togliere dall'alimentazione tutte le bevande gasate e non ottimali per l'organismo. Quindi da oggi solo acqua. Da curiosa sono andata a cercare le motivazioni per cui bere acqua sia meglio che altro. E ho trovato cose interessanti.
Per esempio scopro che nel “Rig Veda” (uno dei quattro principali testi induisti) si afferma che dalle acque si generò l’Universo. Lo spirito delle acque, l’apam, rappresenta la fonte della vita attraverso cui si trasmette l’energia divina.
E poi come spiegato nell’“Astanga Hrdayam” di Vagbhata e nel “Caraka Samhita” di Caraka e tradotto da Vaidya Bhagwan Dash (testi classici ayurvedici) durante il giorno, in particolare la mattina a digiuno, è opportuno iniziare bevendo un quarto di acqua bollita, da ingerire calda. Altamente disintossicante, aiuta l’espulsione di acido urico, stimola i movimenti intestinali ed è facilmente digeribile, purché bevuta immediatamente dopo la bollitura. Continuare a bere acqua calda o tiepida nel corso di tutta la giornata è molto salutare: pacifica vata, cioè l’eccesso di aria all’interno del corpo, riscalda e fa diminuire la secchezza, anche della pelle, stimola l’appetito, pulisce la vescica, mitiga la tosse e aiuta ad espellere ama, il muco, dal corpo. L’acqua fredda va usata solo in caso di bruciori e quando c’è aggravamento di pitta, cioè forte calore nel corpo. In autunno e inverno, l’acqua deve essere consumata con moderazione, soprattutto da chi soffre di anemia, disturbi all’intestino, gonfiori e bruciori di stomaco e diverticoli e da chi ha un fuoco digestivo basso, mentre nelle altre stagioni, in particolare in estate, è consigliato berne fino a due litri. Troppa acqua o troppo poca può essere la causa di molti disturbi. Un eccesso di muco, lacrime, tosse, brontolii intestinali, sono segni di una disfunzione di questo elemento. Altra regola ayurvedica è che durante il pasto non si deve bere: l’acqua inibisce la stimolazione degli acidi della digestione e ostacola l’assorbimento dei cibi, mentre è consigliato berla dopo dieci minuti, o più, dalla fine del pasto. Anna Calabretta Laureata in Scienze motorie è terapista ayurvedica. Ha lavorato due anni presso la Clinica ayurvedica EdenGarden in Kerala (India) sotto la guida del maestro Sandhya Kumari.
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