"Perchè la verità è che la natura umana resiste con tutte le sue forze al cambiamento, e invece si vince solo innovando, cambiando il modo di pensare e di agire, lasciando la strada vecchia ..(etc etc). E le persone più solide, così come le organizzazioni più forti, sono quelle che gestiscono in maniera intelligente i cambiamenti, vedendoli come delle opportunità e non come delle minacce."
Questa frase l'ho trovata poco fa in rete, navigando come mio solito alla ricerca di capire cosa fare e come fare. Ed ecco che un pensiero che sentivo mio mi si palesa sotto gli occhi.
Cercavo, per l'appunto, qualcosa/qualcuno che mi spiegasse come mai pur vedendo i risultati del cambiamento (dormire serena, riuscire a lavorare senza fatica, nessuna ansia nel rimanere sola, nessun fastidio nel sapere lui lontano per 10 gg) io senta sempre una sorta di inadeguatezza. A volte più forte a volte meno ma sempre lì, che mi fa da sfondo. E mi limita. Mi accorgo che mi limita, che interferisce con il mio pensiero positivo che cerco di imporre ma che spesso si fa sopraffare da questa VOGLIA DI NON CAMBIARE.
E, puff, compare su un blog di cui per altro ora ho perso traccia (faccio copia incolla e mi accorgo di aver poi chiuso la pagina, io distratta), la spiegazione di come la natura umana sia restia al cambiamento. E di come quindi la mia mente cerchi di boicottarmi con questo sistema poco gentile di inviarmi pensieri non richiesti.
Credo che metterò in pratica il sistema della "lettera di licenziamento" e scriverò quanto prima la mia lettera di licenziamento a questa parte di me che tanto mi urta e mi infastidisce.
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